“L’internet ad alta velocità continua la propria crescita nei paesi OCSE e nel giugno 2016 la penetrazione delle connessioni veloci mobile raggiungono 95 abbonamenti per cento abitanti, salendo dal precedente dato di 86 su 100 dell’anno precedente”. È l’inizio del comunicato OCSE con il rilascio dei dati che riguardano la penetrazione del mobile, che si riassumono nel grafico che accompagna la nota stampa:
Se guardiamo all’Italia, però, le cose non sono tutte rose e fiori. Sul fronte del mobile, l’Italia rimane sotto la media OCSE, ma è così anche per Francia, Germania, Spagna e Grecia:
Ma le cose vanno decisamente meno bene se guardiamo ai dati che riguardano le utenze fisse, quelle che oltre che garantire lo streaming di Netflix e Amazon Prime Video permettono anche a professionisti, digitali e non, freelance o meno, di lavorare. Qui l’Italia non va per niente bene, attestandosi sotto alla media OCSE, ma anche – e non di poco – sotto alle connessioni a banda larga della Grecia.
Se poi guardiamo quante sono le connessioni con la fibra rispetto al totale di quelle broadband, l’Italia si trova in una posizione davvero scomoda della classifica OCSE:
Con questa situazione, con tutti i problemi infrastrutturali noti riguardo al digital divide e non solo, è difficile uscire dalle paludi descritte dai catastrofisti: non abbiamo manco la connessione internet per farlo.




